Donna di Costanzana

Vercelli, «sms» prima di uccidersi

Salvata dagli agenti di polizia giudiziaria della Procura. Per riuscire a entrare i poliziotti sono stati costretti a forzare la porta d’ingresso dell’alloggio.

Telefono cellulare
Telefono cellulare ()

VERCELLI - Il loro lavoro è ben diverso, di solito. Svolgono infatti indagini per conto della Procura della Repubblica ma di fronte alla richiesta d’aiuto si sono trasformati in soccorritori. Il fatto è avvenuto nei giorni scorsi. Protagonisti gli agenti della sezione di polizia giudiziaria della Polizia di Stato. Gli uomini in divisa si sono precipitati a Costanzana, dove una donna quarantenne stava cercando di togliersi la vita con il gas, dopo aver anche ingurgitato una serie considerevole di farmaci. La donna aveva prima inviato un «sms» con il cellulare al proprio avvocato, del foro di Vercelli, la quale si è subito preoccupata. Trovandosi negli uffici giudiziari per sbrigare alcune pratiche, l’avvocatessa ha informato immediatamente gli agenti. Questi hanno avvisato i colleghi della Questura e si sono immediatamente diretti verso l’abitazione della donna che voleva farla finita.

Per riuscire a entrare i poliziotti sono stati costretti a forzare la porta d’ingresso dell’alloggio. E al di là dell’uscio hanno trovato il figlio della donna, in stato confusionale per le esalazioni di monossido di carbonio. La donna invece giaceva sul letto, circondata da confezioni di farmaci che aveva ingerito. Gli agenti non hanno perso tempo: hanno spalancato le finestre e dato l’allarme al servizio del «118». Nel frattempo in loro aiuto era sopraggiunta anche una pattuglia dei carabinieri di Ronsecco. La donna è stata condotta all’ospedale di Vercelli per le cure del caso. Sia lei sia il bambino non sono in pericolo di vita.