22 agosto 2017
Aggiornato 07:00
Polizia di Stato

Vercelli, si vuole uccidere in stazione

Donna di 41 anni malata di depressione cerca di lanciarsi sotto un treno. Salvata, viene portatata al Pronto soccorso

Binari ferroviari (© )

VERCELLI - E’ accaduto martedì scorso, alla stazione ferroviaria di Vercelli, dove, intorno alle ore 7 circa, una disperata donna vercellese di anni 41, voleva suicidarsi, scendendo sui binari, così da essere investita dal convoglio ferroviario. E’ stata però salvata grazie al provvidenziale intervento degli agenti della polizia ferroviaria. Gli operatori della «Polfer», avvertita l’intenzione della donna balzata velocemente sul binario 1, dal quale era appena partito un treno regionale diretto a Pavia, dopo aver avvisato con celerità il personale ferroviario, della presenza di una persona con intenzioni suicide, si precipitavano sul binario, dove prelevavano di forza la donna, conducendola negli uffici.

La donna, in evidente stato confusionale, alternato da momenti di lucidità, dopo aver riferito agli agenti della «Polfer» di assumere specifici farmaci, poiché sofferente d’ansia e depressione, di essere stata spinta a questo estremo gesto anticonservativo, a causa di stancanti problemi familiari e finanziari, veniva affidata a personale del "118" per essere accompagnata presso il Pronto soccorso del locale nosocomio. Più tardi, la donna, dopo essere stata visitata da personale medico ed aver intuito che sarebbe stata sottoposta a T.S.O., si allontanava dal presidio ospedaliero, facendo perdere le tracce.

La Polizia ferroviaria, informata dell’allontanamento della donna, non escludendo il suo ritorno in stazione, al fine di evitare un nuovo gesto anticonservativo, intensificava i servizi di vigilanza, con esito positivo, poiché, nella tarda mattinata, gli operatori della «Polfer», intercettavano la donna, a bordo di un convoglio ferroviario, mentre cercava di eludere i controlli della «Polfer» ed allontanarsi dal capoluogo vercellese. Nella predetta circostanza, gli uomini della «Polfer», dopo aver instaurato un colloquio di fiducia con la donna, la invitavano a scendere dal predetto convoglio, per condurla presso il locale ospedale.