A Biella, seconda sede

Vercelli, matrimonio per la Camera di Commercio

Le due realtà diventano un solo ente che raggruppa oltre 43.000 aziende, così da razionalizzare i costi e continuare a promuovere le economie locali.

Pier Benedetto Francese, «numero uno» della Camera di Commercio di Vercelli
Pier Benedetto Francese, «numero uno» della Camera di Commercio di Vercelli ()

VERCELLI - La riduzione del diritto annuale varata dal Governo spinge per la revisione del sistema camerale. I primi frutti sono già caduti dall'albero e con il decurtamento della principale fonte d'entrata delle Camere di Commercio del 35% già dall'anno in corso - che arriverà al 50% a pieno regime nel 2017 – le possibilità di azione si sono fortemente ridotte, in alcuni casi determinando un azzeramento quasi completo degli interventi di promozione dell'economia dei territori di competenza.

Biella e Vercelli, consapevoli dei limiti intercorsi e già attive in un processo di concreto di riduzione dei costi, si adeguano e optano per l'accorpamento. I due enti camerali hanno deliberato proprio oggi la misura, che porterà alla nascita di un unico soggetto giuridico, la Camera di Commercio di Biella e Vercelli, con un solo consiglio, una sola giunta e un solo presidente. La sede legale sarà nel capoluogo del riso, mentre quello della lana manterrà una sede secondaria. In seguito verranno varati ulteriori interventi organizzativi e strutturali in modo da mantenere il presidio sui due territori, e non intaccare la raggiungibilità dei servizi camerali per le imprese e i cittadini, ma con una sensibile riduzione dei costi.

«La sinergia tra enti e territori è un passo ineludibile - commenta il presidente della Camera di Commercio di Biella, Andrea Fortolan - perché permette di razionalizzare le funzioni e di ridurre i costi. Le Camere di Commercio sono finanziate col diritto annuale pagato dalle imprese e non da trasferimenti statali, sono amministrate da imprenditori e quindi sono sempre state molto attente a evitare sprechi e a contenere le spese, più di molte altre amministrazioni pubbliche. Tuttavia, non ci sottraiamo dal fare la nostra parte e questo accorpamento tra gli enti di Biella e Vercelli è un segnale forte di adattamento alla necessità di rivedere il sistema senza però tagliare la qualità dei servizi alle aziende e ai cittadini. In attesa di sapere se saranno necessarie ulteriori unioni con altri territori».

«Vorrei ricordare che le Camere di Biella e Vercelli sono state le prime in Italia a condividere il Segretario Generale - aggiunge Pier Benedetto Francese, Presidente della CCIAA di Vercelli - in tempi non sospetti, ovvero quando si era ben lontani dall'immaginare un riordino così ampio del sistema camerale. E sempre in questa ottica sono stati condivisi anche altri servizi, tracciando così la via della razionalizzazione dei costi e dell'ottimizzazione delle risorse. Ora ci prepariamo a lavorare insieme con accresciuto impegno per migliorare la qualità dei servizi e sviluppare quelle iniziative che meglio possono contribuire al sostegno delle attività produttive dei nostri territori. E nello stesso spirito ci stiamo attivando per promuovere ulteriori opportune iniziative tese all’accorpamento con Camere circostanti a quella di Biella/Vercelli in modo di ottimizzare ulteriormente le condizioni per quell’obbiettivo di crescita economica che è al centro della delibera di oggi».

La decisione dei due enti camerali di unirsi non è unica in Italia, essendosi inserita in un processo di autoriforma che già altre Camere di Commercio hanno intrapreso negli ultimi sei mesi e che in futuro subirà probabilmente un'accelerazione visto che uno dei cardini su cui il Governo sembra voler imperniare la razionalizzazione del sistema camerale è proprio l'aggregazione delle medesime ad una maggiore scala dimensionale: con l'accorpamento, Biella e Vercelli arrivano a contare oltre 43.000 imprese.