Pubblica sicurezza

Risolto il caso della rapina ai giovani di Vercelli

Indagini efficaci hanno portato al fermo dei due rapinatori che aggredirono e derubarono due giovani in via Gifflenga il 24 maggio

Polizia di Stato
Polizia di Stato ()

VERCELLI - Sarebbero due pregiudicati, di 20 e 17 anni, i responsabili della rapina ai danni di due giovani vercellesi avvenuta in via Gifflenga. Sono stati tratti in arresto nella primissima mattinata di lunedì 15 giugno dalla squadra mobile della Polizia di Stato di Vercelli insieme a personale della squadra investigativa del commissariato di San Giorgio a Cremano (Na). Si tratterebbe di G.L., classe 1995, nato e residente a Napoli, pluripregiudicato anche per fatti analoghi, e un giovane vercellese classe 1998, con precedenti di polizia per reati contro la persona.

ARRESTO - Il maggiorenne è stato arrestato perché destinatario dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Vercelli. Il secondo perché colpito dall'ordinanza di misura cautelare personale del collocamento in comunità emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale per i Minorenni del Piemonte e della Valle d'Aosta, di Torino. Sono indagati per aver rapinato, nel pomeriggio di domenica 24 maggio, due giovani vercellesi fermi a bordo della loro autovettura lungo via Gifflenga. In quella occasione i due, di cui uno armato di pistola, si erano impossessato dei telefoni cellulari delle vittime, di un portafoglio e dell'autovettura. Durante la rapina, a un accenno di reazione una delle due vittime era stata anche colpito con una testata al volto. Un paio di ore dopo l'autovettura era stata ritrovata abbandonata, con all'interno uno dei due cellulari e il portafoglio privo di denaro. Dalla perquisizione delle abitazioni dei due arrestati sono stati trovati e sequestrati gli indumenti indossati durante la rapina e un caricatore riconducibile a una pistola giocattolo. G.L. è ora in custodia alla casa circondariale di Poggioreale, mentre il minorenne è stato trasferito in una comunità per minori sita nel territorio piemontese.

INDAGINE - I due provvedimenti sono stati emessi in virtù degli elementi investigativi raccolti durante l'accurata attività investigativa svolta dalla squadra mobile. Attività d'indagine partita dall'informazione riferita dalle vittime che i malviventi parlavano dialetto napoletano. Gli agenti sono riusciti a risalire agli autori del reato attraverso una serie di controlli incrociati, accertamenti all'anagrafe e analisi di tabulati telefonici. Indagine che ha trovato riscontro definitivo con il riconoscimento fotografico da parte delle vittime.