Strage di San Germano

Strage di San Germano Vercellese, arrivano le condanne

Il giudice ha condannato i responsabili dei fatti avvenuti nel giugno del 2010 che hanno provocato la morte di cinque persone

La strage di San Germano Vercellese
La strage di San Germano Vercellese ()

VERCELLI - E' terminato con quattro condanne e un'assoluzione il processo per la strage di San Germano Vercellese, dove nel giugno 2010 l'esplosione di una bombola di gas, durante la Sagra del pesce e del cinghiale, provocò la morte di cinque persone e sette rimasero ferite.

Le condanne
Il giudice Marco Dovesi ha condannato a 4 anni di reclusione il presidente della pro loco Maria Grazia Bonifacio e suo marito Giovanni Marchiori, a 3 anni e 8 mesi il gestore del distributore di carburante di Santhià Enrico Pizzo, a 2 anni e 2 mesi il vigile urbano Tiziano Sacchetto. A tutti è stata data l'interdizione per 5 anni dagli uffici pubblici. Assolto per non aver commesso il fatto il comandante dei vigili Maurizio Guerrini. L'accusa era di omicidio colposo e lesioni colpose gravissime; per Sacchetto anche di falso.

Le dinamiche della tragedia
Il 26 giugno 2010, a poche ore dell'apertura della sagra, una fuga di gpl da una bombola portò alla saturazione della struttura all'interno della quale i volontari della Pro loco stavano preparando i piatti da servire la sera. Una fiamma provocò l'esplosione che costò la vita a Gian Carla Govoni, Rosangela Rosso, Maria Luisa Piccoli, Lina Bazzano e Tiziano Bertoncello. Otto i feriti gravi, tra i quali lo stesso Marchiori. L'inchiesta appurò che la bombola dalla quale uscì il gpl aveva una lesione microscopica dovuta a un riempimento abusivo e non controllato effettuato da Marchiori rivolgendosi all'impianto di Pizzo, che però non aveva l'autorizzazione per effettuare quel tipo di operazioni. Il vigile urbano Sacchetto, mentre tutti erano impegnati nei soccorsi ai feriti aveva modificato sul pc del Comune le autorizzazioni rilasciate per la manifestazione.