22 agosto 2017
Aggiornato 07:00
Il caso

Borgo D'Ale, 300 episodi di violenza e di vera tortura

Pesantissime accuse da parte di Polizia e Finanza, che ieri hanno effettuato il blitz in una casa di riposo del paese.

Una delle diverse drammatiche immagini rese note dalla Questura (© Polizia di Stato)

BORGO D'ALE - Diciotto dipendenti della casa di cura «La Consolata» di Borgo d'Ale sono stati arrestati nell'ambito di un'inchiesta per presunti maltrattamenti nei confronti degli anziani e dei disabili ospitati. I responsabili sono stati prelevati dal posto di lavoro nel corso di un blitz di polizia, carabinieri e Guardia di finanza. Gli episodi di violenza contestati sono oltre trecento.

PICCHIATI E UMILIATI - Gli anziani venivano presi a schiaffi, pugni, malmenati a volte con manici di scopa e chiavi, sottoposti a umiliazioni e vessazioni, addirittura costretti a giacere per terra e sentirsi calpestare. Le vittime accertate, precisa la Questura, sono dodici. 

Altro scatto diffuso dalla Polizia di Stato

Altro scatto diffuso dalla Polizia di Stato (© Polizia di Stato)

IN QUESTURA - In alcuni casi pazienti malati psichici sono stati costretti a maltrattare ripetutamente altri pazienti, in altri casi pazienti sono stati chiusi a chiave nelle loro stanze, e sono stati lasciati lì nonostante le loro disperate richieste di aiuto. «Dietro a una facciata di funzionalità - scrive la Questura di Vercelli - si nascondeva un luogo di torture, soprusi e orrori». Nel corso dell'ispezione, all'interno dell'istituto, sarebbero stati prelevati anche numerosi documenti. La maggior parte degli arresti è stata effettuata all'interno della Residenza sanitaria per anziani. Alcuni dipendenti sono stati invece prelevati dalle forze dell'ordine nelle proprie abitazioni. La polizia ha eseguito undici custodie cautelari in carcere e sette arresti domiciliari.

Immagine di uno degli arresti di ieri

Immagine di uno degli arresti di ieri (© Polizia di Stato)

Altro arresto del personale della Questura

Altro arresto del personale della Questura (© Polizia di Stato)