Cronaca

Vercelli, fuoco alle stoppie di riso: regole, pericoli e forze dell'ordine

Diversi cittadini hanno segnalato alle autorità la presenza di fumo. L'Arpa: il loro abbrucciamento condiziona la qualità dell'aria

Immagine di repertorio di stoppie che bruciano nel Vercellese
Immagine di repertorio di stoppie che bruciano nel Vercellese (Diario di Vercelli)

VERCELLI - Le stoppie di riso bruciano (dalle strada delle Grange alla Bassa è tutta una nebbia di fumo che sale in cielo) e la gente invoca l’intervento delle forze dell’ordine. C’è un grosso equivoco di fondo: le stoppie, stando al regolamento della Provincia di Vercelli, che è  l’ente deputato a decidere in materia, con sindaci e relative ordinanze che debbono comunque attenersi a quanto disposto dall’ente provincia (finché esisterà), possono essere bruciate.  «L’eliminazione, mediante combustione, delle stoppie del riso è ammessa: dal 1° marzo al 15 dicembre di ciascun anno»: chiaro, no? Che l’abbruciamento delle stoppie sia una pratica per niente sana lo si apprende nel sito dell’Arpa, e non solo.

Il punto
Ma vediamo di capire cosa dice il regolamento provinciale e quali margini hanno i sindaci. Le stoppie vanno bruciate entro le ore 17 (o le 18 dell’ora solare) purché non ci siano nebbia e vento; le stoppie vanno bruciate a una distanza di 100 metri dalle strade, dalle case, dai boschi e da tutto ciò che può incendiarsi; il luogo dell’abbruciamento va circoscritto e isolato. Non solo: il proprietario dell’appezzamento in cui le stoppie vengono combuste deve essere presente, fino allo spegnimento. Cosa possono fare i sindaci della provincia per arginare o bloccare la pratica? Il regolamento pone due paletti. I sindaci hanno facoltà di emanare una ordinanza se, punto primo, la presenza di nebbia o vento possono far temere l’insorgere di incendi e se, punto secondo, la qualità dell’aria rilevata dall’Arpa di Vercelli abbia raggiunto livelli di particolare rischio. Qualche ordinanza, in passato, è stata emanata. Ma tornando al regolamento provinciale e a quanto prevede sorgono spontanee almeno due domandine. La prima: chi controlla che gli agricoltori che bruciano lo facciano secondo quanto stabilito? (Si pensi alla norma che prevede la presenza costante del risicoltore davanti alle proprie stoppie che vanno in fumo…). La seconda: quando si arriverà a un divieto totale visto che le stoppie bruciate fanno male alla nostra salute?

Cosa dice l'Arpa
L'abbruciamento delle stoppie – scrive Arpa Vercelli - è una pratica legata ai cicli della risicoltura, che incide sulla qualità dell’aria, determinando un forte aumento delle polveri sottili (PM10). La pericolosità del fenomeno è legata dall’assenza, in Pianura Padana, di correnti d’aria che riescano a disperdere gli inquinanti generati. Il comportamento delle polveri nel Vercellese è infatti pari a quello di una stanza che venga saturata, cioè a dire che le polveri e gli inquinanti galleggiano e ricadono sul territorio in cui vengono sviluppate.