16 agosto 2017
Aggiornato 15:00
Cronaca di Vercelli

Bullo ed estorsore: arrestato

Operazione della Polizia di Stato. Individuata una banda

Immagini fornire dalla Questura di Vercelli (© Polizia di Stato - Vercelli)

VERCELLI - Nella mattinata dell’ 8 marzo, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un ragazzo italo-marocchino, B.N. nato e residente a Vercelli, classe 1999, gravato da pregiudizi per reati contro la persona, il patrimonio ed in materia di sostanze stupefacenti (da ultimo denunciato perché responsabile dei fatti avvenuti il 28 febbraio u.s. alla discoteca Spazio A4 di Santhià, con successiva chiusura per 20 gg. ex art. 100 Tulps  a carico della discoteca in questione), per le violazioni di cui agli artt. 110 e 629 C.P., ovvero per concorso nell’estorsione posta in essere nei confronti di R.C. Infatti, a seguito della denuncia sporta presso gli uffici di via San Cristoforo da due ragazzi vercellesi - R.C. appunto e B.N., entrambi appena maggiorenni e residenti in provincia - è emerso che un gruppo di giovani magrebini di Vercelli, era dedito ad atti vessatori nei confronti dei denuncianti. 

I fatti
Dalla ricostruzione dei fatti, si appurava che il soggetto più pericoloso nella cosiddetta «gang»,  era appunto il minore B.N., già conosciuto per i suoi numerosi  pregiudizi penali, nonostante la giovane età. In particolare, il giovane si autodefiniva «il boss della gang», a cui tutti gli dovevano rispetto, poiché con i suoi modi violenti ed il carattere autoritario incuteva timore agli altri componenti: motivo per cui R.C. e B.M., una volta entrati nel gruppo, soggiacevano ad una sudditanza psicologica nei confronti del minore. Il comportamento minaccioso e violento di B.N., ha indotto i denuncianti a consegnargli delle somme di denaro (alcune centinaia di euro) per soddisfare i propri bisogni economici ogni volta che lo richiedeva, nonché di essere a disposizione con l’autovettura di B.M. per trasportarlo in luoghi da lui prestabiliti, finanche ad arrivare al punto di prelevare le chiavi dell’autovettura dal blocchetto di accensione, in modo tale che R.C. e B.M. non avessero la possibilità di allontanarsi senza il suo consenso.

L'ultimo fatto
L’ultimo episodio vessatorio in ordine cronologico, risale alla serata del 3 marzo, quando uno dei due ragazzi è stato percosso dal «boss della gang» con una stampella e con pugni, adducendo la motivazione di essere stato tradito. Inoltre, nella nottata successiva, un altro componente del gruppo, tale D.M., si impossessava del telefono cellulare di R.C., detenendolo illegalmente. Per tali motivi R.C. e B.M., decidevano di venire presso gli Uffici della Polizia di Stato di Vercelli per sporgere denuncia dei fatti in argomento: dopodiché B.N. si attivava per pianificare la restituzione del  telefono oggetto d’indagine, previo pagamento della somma di euro 130,00 da parte di R.C.. L’appuntamento  per la restituzione era fissato per le ore 12:00 dell’8 marzo, presso la stazione degli autobus extracittadini di Corso Gastaldi e tale evento veniva pianificato dagli operatori della Squadra Mobile con i giovani interessati. 

La documentazione
Il servizio di polizia giudiziaria, attraverso appostamento, permetteva di cogliere B.N. nella flagranza del reato di estorsione nei confronti di R.C. che, per riavere il proprio telefono cellulare, avrebbe dovuto versare al B.N. la somma di euro 130,00. Il tutto ripreso dalla Polizia Scientifica. Subito dopo lo scambio, il reo è stato fermato e trovato in possesso delle banconote consegnategli da R.C., precedentemente fotocopiate presso gli Uffici della Squadra Mobile di Vercelli, in modo da poter determinare il numero di serie. Pertanto, stante la violazione accertata, B.N. è stato tratto in arresto e, sentita la Procura dei Minori di Torino è stato associato presso il Centro di prima accoglienza del capoluogo piemontese.

Gli altri
Nella medesima circostanza è stato altresì fermato D.M., nato in Marocco nel 2000, residente a Vercelli, complice di B.N. nell’estorsione, poiché responsabile dell’impossessamento del telefono di R.C. e, per questi motivi, deferito al Tribunale per i Minorenni di Torino, per le violazioni di cui agli artt. 110 e 629 C.P., ovvero per concorso nell’estorsione. B.N., è stato altresì deferito, in stato di libertà, al Tribunale per i Minorenni di Torino, per la violazione di cui all’art. 581 C.P., ovvero per alcune percosse poste in essere nei confronti di B.M.