28 luglio 2017
Aggiornato 21:00
Vercelli

Animalisti nei guai per gli scontri alle fiere di bestiame

Gli incidenti erano avvenuti a Caresana e Asigliano. E ora fioccano le denunce per militanti di alcune associazioni che volevano impedire le varie manifestazioni

VERCELLI - In provincia di Vercelli nella giornate di domenica 23 aprile e domenica 14 maggio a Caresana e ad Asigliano si sono svolte le tradizionali corse dei buoi che hanno richiamatonumerosi curiosi e turisti. Negli ultimi anni in occasioni di tali eventi le associazioni animaliste hanno effettuato dei presidi per manifestare contro lo sfruttamento degli animali a fini ricreativi. Tuttavia queste manifestazioni sono diventate il pretesto per  porre in essere condotte oltraggiose e violente nei confronti del pubblico, degli abitanti dei due paesi e delle forze dell’ordine.

Fronte animalista nei guai
In occasione della corsa di Caresana il presidio di protesta è stato preavvisato dal Fronte Animalista. Tenuto conto che lo scorso anno, in occasione della medesima manifestazione, gli attivisti del Fronte Animalista si erano resi responsabili di episodi di intolleranza, in occasione della gara di quest’anno, il Questore della Provincia di Vercelli Rosanna Lavezzaro ha emesso un provvedimento con il quale venivano prescritte alcune regole di comportamento alle quali i manifestanti si sarebbero dovuti attenere, indicando anche l’area delimitata ove gli stessi avrebbero dovuto posizionarsi per manifestare il loro pensiero.

I fatti
​Domenica 23 aprile giungevano a Caresana, 50 animalisti, alcuni appartenenti al Fronte Animalista, alcuni al Movimento Etico Tutela Animali ed Ambiente ed altri dell’Associazione Vegani Italiani: dopo aver parcheggiato, venivano individuati ed indirizzati verso il luogo loro assegnato per effettuare il presidio. Appena giunti alcuni manifestanti ponevano subito in essere condotte oltraggiose e tentavano più volte di oltrepassare la zona loro assegnata e delimitata da transenne: pertanto il personale preposto al servizio di ordine pubblico li invitava a rispettare le prescrizioni, ma gli stessi, ignorando gli avvisi, cercavano di aggirare le barriere ed il cordone della polizia che tentava di contenerli. I manifestanti ponevano in essere delle condotte violente sia nei confronti del personale di polizia che nei confronti dei residenti con epiteti ingiuriosi. I predetti venivano costantemente monitorati e ripresi dal personale della Polizia Scientifica.

...facinorosi
​Verso le ore 12, orario previsto per la partenza della corsa, mentre le coppie dei buoi si stavano posizionando sugli stalli di partenza, un gruppo di manifestanti, dopo aver scavalcato le transenne, cercava di dirigersi verso i carri per impedirne la partenza. Gli agenti immediatamente intervenivano per bloccare i facinorosi e per consentire il regolare svolgimento della manifestazione. In quei momenti concitati alcuni di essi ponevano in essere condotte di resistenza, non solo passiva, ma improntata alla costante ricerca dello scontro fisico con le forze dell'ordine, totalmente incuranti dei ripetuti avvisi dal recedere e di attenersi alle prescrizioni loro comunicate. ​La successiva attività investigativa da parte della Digos della Questura di Vercelli permetteva di indagare una serie di soggetti gravitanti nell’area ambientalista. I reati vanno da resistenza, oltraggio e aggressione a pubblico ufficilale.

Nei guai
Cinque manifestanti si rendevano responsabili di atti di violenza e resistenza nei confronti degli agenti e venivano deferiti all’autorità giudiziaria: in particolare una ragazza, individuata dai filmati della Polizia Scientifica, per G. C. nata nel 1994 e residente a Torino, già nota agli uffici di polizia - come gli altri attivisti presenti al presidio in quanto già protagonisti in precedenti simili manifestazioni -, dopo aver oltrepassato le transenne che delimitavano l’area prescritta, aggrediva un poliziotto per opporsi all’opera di contenimento fatta dall’agente al fine di impedirle di raggiungere i carri dei buoi.  ​Sempre durante l’azione di contenimento effettuata dagli agenti, un’altra giovane, dopo aver oltrepassato le barriere, nel tentativo di raggiungere la linea di partenza dei carri, aggrediva un agente che si trovava davanti a lei per impedirle il passaggio; nell’occasione la stessa senza alcun motivo infliggeva un morso al braccio destro dell’agente di polizia. La giovane a seguito di attività info-investigativa della Digos veniva identificata per C. N. del 1992, residente in provincia di Bergamo. ​Un giovane, poi, si scagliava ripetutamente con violenza contro gli operatori di polizia al fine di raggiungere i carri per impedirne la partenza ad ogni costo. Il predetto veniva bloccato a fatica da due agenti che venivano strattonati con violenza. Il giovane, P. E. nato nel 1978 e residente a Verona veniva indagato in stato di libertà. Una ragazza, poi, veniva fermata dal dirigente del servizio di ordine pubblico della Questura mentre cercava di avvicinarsi con fare minaccioso alla linea di partenza. La ragazza ignorando gli inviti ad allontanarsi, sputava sul volto del predetto dirigente ingiuriandolo. La manifestante S.M. nata in Romania nel 1989 e residente a Verona veniva indagata in stato di libertà, per oltraggio.  ​Ed infine un giovane, che si scagliava ripetutamente con violenza contro gli operatori al fine di raggiungere i carri per impedirne la partenza. Il predetto veniva contenuto a fatica dal personale preposto al servizio di pubblica sicurezza; si tratta di B.F. del 1993, residente a in Trentino.

I guai ad Asigliano
Per quanto concerne la Corsa di Asigliano di domenica 14 maggio le associazioni animaliste non avevano preavvisato presidi: tuttavia, a Caresana, avevano promesso il ritorno per la corsa di Asigliano. Pertanto la Polizia di Stato disponeva un servizio di ordine pubblico mirato ad intercettare i facinorosi. Infatti, una decina di loro venivano bloccati in un parcheggio alla periferia del paese e controllati scrupolosamente senza che potessero creare problematiche di alcun tipo. Un altro gruppo (circa 15) veniva controllato e contenuto prima del percorso di gara – perché mischiato tra la folla - e i diversi tentativi posti da alcuni di essi di lanciarsi verso gli stalli di partenza,   per sdraiarsi lungo percorso ed ostacolare la gara, venivano tutti respinti. In questi concitati attimi, 7 animalisti  si rendevano responsabili di atti di violenza nei confronti degli agenti che tentavano di contenerli, e per 4 operatori si rendeva necessario ricorrere alle cure del locale nosocomio. 

Indagine
La Digos sta analizzando la documentazione video degli scontri al fine di denunciare i responsabili all’autorità giudiziaria.