30 maggio 2017
Aggiornato 05:30
Lavoro

A Vercelli gli stipendi più bassi del Piemonte

Busta paga dei dipendenti ferma a 1.306 euro, appena sotto la media nazionale, ma lontana dai 1.412 del Verbano. Fanalino di coda per il gap di genere, le donne guadagnano il 25% in meno

VERCELLI – In media un lavoratore dipendente italiano guadagna, al netto, 1.313,00 euro al mese. Sulla cifra in molti avranno di che obiettare, poiché le variabili di una statistica, si sa, sono tante. La media viene fuori mixando i più fortunati dipendenti del varesotto, che sfiorano i 1.500 euro al mese (1.498), con i meno fortunati di Ascoli Piceno, fermi a 1.004 euro mensili. Altra discrimine non da poco è il gap uomo-donna, che in modo più o meno evidente incide in tutto l’italico stivale. Per i vercellesi un sospirato «magari» ci potrebbe già stare, perché nella provincia del riso lo stipendio medio è pari a 1.306 euro, il più basso del Piemonte.

La busta paga vercellese è la più bassa del Piemonte
I dati arrivano dall’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, che ha elaborato le tabelle Istat 2015 relative all’occupazione, sfornando uno studio che suddivide pazientemente lavoratori e disoccupati italiani per fasce di età, aree geografiche e settori economici. Guardando al Piemonte, dal punto di vista delle retribuzioni, salta subito all’occhio il predominio del Verbano-Cusio-Ossola, che si posiziona al settimo posto della top-ten nazionale, con una media di 1.412 euro, seguono ad una discreta distanza Torino a quota 1.351 euro, Novara (1.332), Asti (1.329) e Biella (1.324). Fanalini di cosa Alessandria (1.312), Cuneo (1.307) e, in ultimo, Vercelli, dove la busta paga di un dipendente pesa in media 105 euro in meno la mese rispetto ai vicini del distretto dei laghi.

Il 62,4% dei dipendenti svolge professioni mediamente qualificate
Nonostante la posizione non proprio lusinghiera sul versante economico, Vercelli se la cava piuttosto bene su altri fronti. È una delle province italiane in cui le professioni mediamente qualificate trovano più spazio. Gli addetti che rivestono posizioni di questo tipo, in un periodo storico in cui stanno diventando sempre meno richieste, sono il 62,4% del totale degli occupati locali. Un risultato che posiziona il capoluogo al decimo posto a livello nazionale. Onorevole anche la performance rilevata da Centri per l’impiego e agenzie certificate: a Vercelli in 15,8% delle nuove assunzioni sono arrivate con l’intervento di queste due formule. Non è un dato altissimo in termini assoluti, ma buono per l’Italia, dove la percentuale più alta è quella di Benevento (27,4%).

Il gap di genere a Vercelli si sente
Lo studio evidenzia anche le differenze di genere, mettendo nero su bianco le discrepanze di retribuzione nel lavoro dipendente ancora esistenti tra uomini e donne. A Vercelli una donna guadagna in media il 25% in meno di un uomo (1.119 euro contro 1.490), vale a dire che la busta delle signore è alleggerita di 370 euro, rispetto a quella dei colleghi maschi. Vanno peggio sono a livello nazionale solo le province di Genova, Gorizia, Varese, La Spezia, Lucca, Terni e Viterbo. Il gap si replica con percentuali simili, anche se lievemente inferiori, in quasi tutta il Piemonte, le uniche oscillazioni positive degne di nota si rilevano ad Alessandria e Biella, dove il differenziale si ferma al 20%.